Abbiamo lavorato per arginare le rovine dell’ennesima dismissione urbana.
Abbiamo messo tutto il nostro impegno nel condividere gli spazi con la città.
Sempre ragionevoli quando si è trattato di sederci al tavolo delle trattative, abbiamo usato tutto il realismo che avevamo e abbiamo negoziato con i nemici.
Siamo stati leali, anche a costo di laceranti divisioni interne.
Abbiamo rispettato la consegna del silenzio, perché ci premeva, non tanto avere ragione, quanto realizzare un progetto innovativo, e raggiungere un risultato per la città, sottraendo alla speculazione edilizia una piccola, ma preziosa area.
Nonostante tutto questo ci è arrivata un’ordinanza di sgombero.

Siamo innamorate e innamorati di questa città e non sopportiamo l’idea di vederne sprecate le risorse migliori e le spinte più autentiche che ne sono invece la vera ricchezza, per questo non ci possiamo arrendere.

Invitiamo tutte e tutti a seguirci perché nei prossimi giorni lanceremo un incontro pubblico per parlare non solo della vicenda di Oz Officine Zero, ma del piano di trasformazione di un intero quadrante di Roma.

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