Pubblico, privato e comunità

Pubblico, privato e comunità

incontro pubblico

Cosa ne sarà di Oz Officine Zero?
E di Casalbertone, Portonaccio e Pietralata?
La vicenda che ci vede coinvolti sembra essere arrivata ad un epilogo con l'arrivo dell'ordinanza di sgombero.
Il futuro di più di 40 lavoratrici e lavoratori e del loro progetto di rigenerazione urbana dal basso è sempre più connesso con il destino di un territorio e del piano di trasformazione che lo sta per investire.
Indiciamo un incontro pubblico perché in questa città, ed in questo quadrante, c'è un bisogno fortissimo di confronto a partire dalla necessità di ricostruire insieme un disegno urbanistico che vede protagoniste grandi entità private, mentre gli enti pubblici si oscurano e si limitano ad avallare le loro strategie. Ma ci interessa soprattutto avviare una discussione aperta e concreta su alcuni punti chiave del rapporto fra pubblico, privato e quelle comunità che a Roma costituiscono l'ossatura della società civile ma vengono marginalizzate, quando non annullate, nella sfera decisionale.

Queste sono le tematiche che affronteremo:

PERCORSI
Le visioni della città nei modelli di innovazione dal basso, tra pubblico, privato e comunità

INCHIESTA
Sollecitare media, ricercatori e realtà sociali per produrre elementi comuni di narrazione della trasformazione urbana

SPAZIO E TERRITORIO
Oltre l'orizzonte della proprietà, verso l'utilità pubblica

LAVORO
Economia collaborativa e mutualismo come risorse chiave per una rigenerazione del lavoro


Appuntamento
Mercoledì 27 giugno, ore 18:30
presso Oz Officine Zero, via Umberto Partini 20

Lettera aperta alla città

Lettera aperta alla città

L’ordinanza di sgombero è dunque arrivata.

Ed in questo momento è l’unica certezza in una vicenda complessa e articolata, che abbiamo il dovere di spiegare alle tante persone che in questi giorni ci hanno manifestato la loro solidarietà.

Come chi ci ha seguiti sa, siamo una comunità di oltre 40 lavoratrici e lavoratori consolidata e riconosciuta fra le più attive nell’economia collaborativa e nella rigenerazione urbana dal basso a Roma e non solo. Negli anni abbiamo interloquito e fatto rete con dipartimenti universitari, enti di ricerca, fondazioni, associazioni, scuole e società civile in particolare nel nostro quartiere, Casalbertone.
È a partire da questo che abbiamo iniziato a cercare una soluzione per la nostra vicenda: mettere a valore un’idea di lavoro e di città che partisse dalle esigenze di chi il lavoro lo svolge e la città la vive.
Così ci siamo presentati oltre un anno fa al Comune di Roma ed al Municipio IV, richiedendo la pubblica utilità per il progetto, cioè non un’eccezione per noi, ma un’opportunità per tutta la zona nel quadro delle competenze degli enti a cui ci eravamo rivolti.
La risposta è stata negativa, perché politicamente intervenire su un terreno privato non era ritenuto possibile. Il Municipio da allora ha persino rifiutato di incontrarci ulteriormente.
Poco dopo si è manifestato l’interesse sull’area di Bnl/Bnp Paribas, banca multinazionale che ha spostato a due passi da qui il suo quartier generale, gettando le basi per un gigantesco piano di trasformazione urbana, benedetto da tutta la politica locale e nazionale e destinato a coinvolgere oltre 100mila metri quadri di suolo tra Pietralata e, appunto, Casalbertone. E nessuno sa ancora, almeno formalmente, quante e quali cubature verranno generate.

La stessa Bnl, che comprerà l’area per una cifra pari a 2 milioni di euro (ma di fatto li restituirà a se stessa, essendo il principale creditore del fallimento), ha chiesto di incontrarci, dicendo di voler salvaguardare il progetto ma nel quadro della loro operazione sulle ex officine Rsi.
Nel corso degli appuntamenti è apparso chiaro che non fosse una trattativa ma una semplice concessione (3-400mq coperti all’interno dell’area come rappresentanza e lo spostamento della parte lavorativa in un capannone molto lontano, a ridosso del raccordo).
Abbiamo perciò preteso che il coinvolgimento delle parti pubbliche, fino ad allora prevalentemente progettuale, dovesse concretizzarsi in una forma di mediazione diretta in questa vertenza, partire dalla Regione, unico ente con cui avevamo ancora un dialogo aperto e a cui dobbiamo riconoscere di essersi assunta delle responsabilità politiche.
Proprio in questo frangente, con la banca fortemente contrariata dal coinvolgimento del pubblico e noi ancora rispettosi del silenzio imposto dalla (non) trattativa, è maturata la decisione dell’ordinanza di sgombero del tribunale di Lecco.
Chi l’abbia sollecitata non è dato sapere, ma è facile immaginarlo.

Come Oz Officine Zero, ci preme innanzi tutto che ci sia un tavolo vero sulle sorti delle Officine, che negli ultimi giorni è stato semplicemente profilato da Regione e Comune, in cui si possa verificare senza ulteriori sotterfugi quali siano delle soluzioni congrue per il progetto di Oz ed accettabili sotto il profilo urbanistico, che mettano nero su bianco che non ci sarà speculazione edilizia su quest’area e che vi sia un’apertura verificabile al quartiere.


Lo sgombero di Oz, infatti, non è altro che uno dei tanti tasselli di un domino destinato a travolgere questo quadrante e le realtà in esso attive, che con il loro operato sostituiscono pezzi di welfare non più garantiti alla cittadinanza.
Chiamiamo a raccolta gli spazi sociali, gli enti, le associazioni e la cittadinanza che in questi anni e negli ultimi mesi ci hanno seguito e sostenuto, con le quali abbiamo intrapreso attività di collaborazione su vari piani, per discutere insieme di quanto è avvenuto e sta avvenendo, non solo nell’area delle ex-Rsi ma in tutto il quadrante della cittá, nel corso di un incontro pubblico che avrà luogo mercoledì 27 giugno alle ore 18.30 presso Oz Officine Zero, in via Umberto Partini 20.

OfficineLAB

OfficineLAB

Officine Zero è soprattutto lavoro, e lavoro artigiano, nel senso più ampio del termine, in particolare. Per questo all'interno di Oz è una bomba non potevano mancare piccoli workshop capaci di dare a chiunque la possibilità di cimentarsi con un'attività pratica ed esprimere al contempo la propria creatività.

Calco di un volto a livello professionale

Calco di un volto a livello professionale (degna di scenografi holliwoodiani)
A cura di:
Enrico “Bruss" Brucciani: collezionista di oggetti e costumi originali e repliche dei film. Modellista, attuale prop maker esperto in stampi anatomici e di oggettistica come elmi e statue di tutte le misure. Ha un laboratorio dove per hobby scolpisce, stampa e vernicia gli oggetti.

Programma del Workshop
- Introduzione alle gomme siliconiche: Panorama dei numerosi tipi di siliconi per stampi e descrizione delle varie caratteristiche di ciascuno per individuare il tipo più adatto di a seconda della funzione che deve assolvere.
- preparazione del modello da calcare
- preparazione e miscelazione di gomma siliconica da colata con catalizzatore per la riproduzione
- controstampo
- riproduzione prototipo con resina ad indurimento rapido
- esempi di tecniche per la preparazione di stampi monovalva
- creazione di uno stampo monovalva a “pozzo”
- finitura del prototipo

I materiali sono inclusi nel costo di partecipazione di € 30,00.

Ai primi 10 iscritti in omaggio uno starter kit di Gomma Siliconica da colata (200gr+Catalizzatore) e Resina poliuretanica da colata (100gr + 100gr)

Per info e iscrizioni:
Matteo 3337341623
matteo.gti@gmail.com

OfficineJAZZ

OfficineJAZZ

Rassegna di musiche creative ad Officine Zero

Il jazz non è morto negli anni 60, anzi è vivo e vegeto! Lo spirito della grande musica afroamericana è sempre stato quello di assorbire gli stimoli del contemporaneo, rielaborarli con l’improvvisazione e produrre un repertorio originale e sorprendente.
I musicisti di oggi continuano questa tradizione mettendo in un frullatore elettronica, rock, etnica, soul e molto altro, e creando musica allo stesso tempo complessa e viscerale, raffinata ma sempre piena di swing.
Officine Zero presenta tre serate di progetti originali, composti da alcuni dei migliori musicisti della nuova scena jazz italiana.

Prima e dopo i concerti jazz, set a cura di Mojo Station.

22 giugno

Simone Alessandrini STORYTELLERS

Simone Alessandrini - sax alto
Antonello Sorrentino - tromba e flicorno
Federico Pascucci - sax tenore
Riccardo Gola - basso elettrico ed effetti
Riccardo Gambatesa - batteria

29 giugno

Francesco Fratini NEWCOMERS

Francesco Fratini - tromba
Leonardo Mezzini - chitarra
Giuseppe Romagnoli - contrabbasso
Matteo Bultrini - batteria

5 luglio

GURU feat Ludovica anzo

Ludovica Manzo - voce ed effetti
Marcello Giannini - chitarra
Salvatore Rainone - batteria
Marco Castaldo - batteria

LIVEinOFFICINE

LIVEinOFFICINE

Incursioni di musica, danza, teatro… il tutto all'interno dell’insolita cornice di un ex officina per la riparazione dei treni notte. Ad attendervi il giardino di Macondo con sedie, sdraio, tavolini. Occhio alla fontana con i piranha!

7 giugno

Welcome 2 the jungle

ore 22.00

Welcome to the Jungle è Hip Hop e la musica Hip Hop è il Rap: rime sparate a tempo su un beat. Scratch e campioni smontati e rimontati. E' un Dj sui giradischi che spacca la puntina a forza di scratch. E' un loop funk su cui un breaker gira di testa sul pavimento freddo. Ed è molto di più. Ogni settimana, insieme a numerosi ospiti, Danno (Colle der fomento), Ceffo (BrokenSpeakers), Cannasuomo, Dj Craim e il resto della King Kong Posse vi accoglieranno nella giungla musicale dell'Hip Hop per risvegliare il mostro sulle nostre frequenze!
Welcome 2 the jungle accompagnerà i festeggiamenti per il 5° compleanno di Oz- Officine Zero, ospite speciale Iceone.

9 giugno

Tommaso Pelliccia

ore 19.00

Musicista e chitarrista allievo di Pino Forastiere. Ha studiato tra gli altri con Stefano Barone e Mario Romano. Nel giugno 2017 ha pubblicato il suo primo album solista "Suono" con la produzione artistica di Forastiere. Dal 2016 fa parte del quartetto di chitarre di Stefano Barone "Lab4kids" e vanta importanti partecipazioni come solista e con il quartetto, nei principali festival dedicati alla chitarra ( Un Paese a Sei Corde, Ferentino Acoustic Festival). La sua musica, è un piccola orchestra sinfonica che suona tutto ciò che non è sinfonico , tramite sei corde tese sopra un pezzo di legno, chiamato chitarra.

10 giugno

Performances di danza e musica

Danze di: Maddalena Gana e Roberto Bellatalla duo, Alessandra Cristiani, Marie-Therèse Sitzia. Concerto di Rumore Austero

Le performances di danza di Alessandra Cristiani, Maddalena Gana (in duo con Roberto Bellatalla), Marie-Therèse Sitzia e la performance sonora di Rumore Austero intendono agire in stretta relazione con lo spazio delle Officine Zero, cercando al suo interno segni e luoghi di risonanza da attraversare. Nell’arco della serata si trovano nuovamente vicini artiste e artisti che hanno a lungo collaborato su più fronti sul territorio romano, dalla creazione di performances e spettacoli all’organizzazione di rassegne ed eventi di danza, musica e arti performative...

23 giugno

Tunonna

ore 21.00

Tunonna: un nome bizzarro, che fa anche sorridere. Ma rimane impresso e, soprattutto, è legato a ottima musica. E' il nome di battaglia di Silvia (aka Silvia Sicks), voce e chitarra, che con questo pseudonimo incide brani di rock acustico/indie/D.I.Y./underground. Ha pubblicato lo scorso anno un nuovo CD che si intitola "Buono" ed esce accompagnato da un fumetto di Zerocalcare. (tratto da Rockol.it)
Sul suo profilo Fb si legge: " Progetto musicale con scopo primario di lucro."

13 luglio

Orange8 | psychfolk duo

ore 21.00

Gli ORANGE8, il duo composto da Valentina Criscimanni e Sergio Ferrari, si è formato a Roma nel 2010. Dopo anni passati a suonare dal vivo Valentina e Sergio hanno pubblicato nel 2013 l'EP ‘Turtle Bubble’, uscito su vinile e digital download con un progetto di crowdfunding. Nel 2014 gli Orange8 hanno lasciato Roma e iniziato le registrazioni itineranti tra Italia e resto d'Europa del nuovo album, scegliendo la Scene Music Records come casa per pubblicare il primo album ‘Let the Forest Sing’, uscito il 7 ottobre 2016, che li ha portati sui palchi di RomePsych Fest, Mandrea Music Festival, Sajeta (Slovenia) e aperture di band come Lou Rhodes (Lamb) C+C=Maxigross & Miles Cooper Seaton. Quello degli ORANGE8 è puro psych folk, musica lisergica che nasce dalla voglia di viaggiare, conoscere nuovi mondi ed entrare in contatto con nuove culture e stati d’animo.
Ad accompagnare il live e la serata di chiusura di #Ozèunabomba dj set delle Play Girls from Caracas.

LIBRinOFFICINA

LIBRinOFFICINA

8 giugno

Disegni dalla Frontiera di Francesco Piobbichi, Claudiana editore

Francesco Piobbichi è un disegnatore sociale che lavora sulla frontiera, da  anni vive a Lampedusa, dove fa parte dello staff dell’Osservatorio per le  migrazioni di Mediterranean Hope, è stato più volte in Marocco e ha partecipato dal Libano ai “corridoi umanitari”, quei passaggi legali e sicuri che tanto contrastano con i “viaggi della morte” nel Mediterraneo. 
Il suo racconto disegnato ricostruisce e tramanda memoria, perché nessuno possa dire un domani io non sapevo.
Per l'occasione l'autore lancerà anche il suo nuovo libro in prossima uscita, Mare spinato.

21 luglio

San Francisco Sound. Storia e origini del movimento Hippie Presentazione spettacolo tratto dal libro E l'America creò gli hippie. Storia di una avanguardia di Manfredi Scanagatta, Mimesis Edizioni.

Dai jazz club di New York degli anni '40 fino al Monterey Pop Festival del 1967. Parole musica e immagini si intrecciano nella narrazione di uno dei movimenti più rivoluzionari della seconda metà '900. È stato inaspettato, travolgente, lisergico. È stata la musica, l’arte, sono state le droghe, il sesso, la libertà. Nasce sui marciapiedi di North Beach, cresce negli appartamenti di Haight Ashbury, e lì, da avanguardia si trasforma in movimento di massa, arrivando fino a noi, ma perdendosi nella storia.
Parole, musica e immagini a cura di Manfredi Scanagatta.

26 giugno

Capire la mente. Un viaggio tra fantasia e teoria per scoprire il funzionamento psichico di Manuela Romagnoli Noi siamo incalcolabili. La matematica e l’ultimo illusionismo del potere di Stefano Diana
Stampa Alternativa

Prima e dopo le scelte che dànno forma alla nostra vita, come alla intera società in cui viviamo, c’è sempre la psiche umana con le sue dinamiche nascoste, le sue plastiche abilità organiche, i suoi limiti di fabbrica. Per questo è fondamentale capire come funziona la mente intrecciando la dimensione individuale, intrapsichica, con quella sociale, intersoggettiva, e con quella del potere che impone le condizioni in cui si realizza giorno dopo giorno la nostra esistenza. Manuela Romagnoli e Stefano Diana, in questa presentazione combinata dei loro ultimi studi, ci accompagnano nelle profondità patologiche della grande trama con gli occhiali giusti per vedere chi siamo/come stiamo oggi, e guardare attraverso il labirinto di specchi della società avanzata verso un futuro umano.

3 luglio

Mutualismo, Ritorno al futuro per la sinistra di Salvatore Cannavò, Edizioni Alegre

La crisi storica della sinistra e di ciò che è stato il movimento operaio chiede uno sforzo eccezionale di fantasia e sperimentazione per ricominciare. Ma per guardare al futuro occorre tornare “là dove tutto è cominciato”.
Il libro ripercorre la storia e i dibattiti delle esperienze di autogestione e mutualismo dalla fine dell’Ottocento ad oggi, mostrando l’impasto su cui poggiare i mattoni di una nuova credibilità politica. Si tratta di un mutualismo politico e conflittuale perché non accetta la dimensione di lenitivo delle diseguaglianze e non si integra in un processo di smantellamento dello stato sociale. Anzi. Affermando la propria capacità di autogoverno, indica un’idea alternativa di democrazia e di società.

10 luglio

La cicatrice, di Andrea Ferraris e Renato Chiocca, Oblomov Edizioni

Tremiladuecento chilometri è lungo il confine tra Messico e Stati Uniti, più di un terzo dei quali segnato dal muro. La frontiera. Quella che un tempo era l'icona della conquista dell'occidente, oggi è una ferita della società contemporanea, una cicatrice, attorno alla quale si alternano oscurità e luce, violenza e umanità. Su quei territori gli autori si sono spinti in prima persona, per guardare i paesaggi, ascoltare le voci e raccogliere le storie di chi vive in prima linea quella realtà.
Il risultato è un libro a fumetti che è narrazione e testimonianza, invenzione stilistica e rigore documentario, una fusione di linguaggi per restituire la complessità della frontiera.

offiCINEclub

offiCINEclub

Schegge di cinema all’aperto nel giardino recuperato di Officine Zero. All'ombra di un vecchio vagone merci, capolavori del passato e pellicole che raccontano di periferie degradate, poteri forti e "resistenze" possibili, l’esplosione cinematografica ci accompagnerà tutti i mercoledì sera, alle ore 21.30

6 giugno

Patria

Italia, 2014, 87’
regia di Felice Farina

con Francesco Pannofino, Roberto Citran, Carlo Gabardini

L'ennesima fabbrica nel torinese chiude e licenzia, mandando in fumo posti di lavoro, certezze e identità. Due operai, seguiti dal custode disabile passano per protesta la notte in cima a una torre metallica. Abbandonati da tutti e nella disperata attesa che arrivi qualche giornalista, i tre personaggi ripercorrono gli ultimi trent'anni di vita del Paese: anni di occasioni sprecate, di speranze tradite, di crimini e stragi, di ribaltoni e giochi di potere.

13 giugno

Il contagio

talia, 2017, 105’

Regia di Matteo Botrugno, Daniele Coluccini

con Anna Foglietta, Vinicio Marchioni, Vincenzo Salemme, Giulia Bevilacqua

Un affresco della Roma degli ultimi anni, dove le vite di criminali,  palazzinari e affaristi senza scrupoli si agitano in una vecchia palazzina di borgata, all’interno di uno scenario sospeso tra il tragico e il comico, in cui i poteri corrotti irrompono in un angolo della periferia.

Intervengono: Matteo Botrugno, Daniele Coluccini

20 giugno

Indagine su un cittadino
al di sopra di ogni sospetto

Italia, 1970, 112’
Regia di Elio Petri

con Gian Maria Volontè, Florinda Bolkan

Capolavoro oggi quasi dimenticato, il film segnò profondamente gli anni 70. Vincitore del premio della Giuria di Cannes e dell’Oscar del 1970, nacque dall’idea dostoijevskiana dell’assassino che sfida la giustizia, per andare a indagare sui meccanismi psichici che, partendo dal bisogno interiore di una figura paterna, producono fascinazione e asservimento al potere autoritario e repressivo.

27 giugno

La strategia della lumaca

Italia – Colombia, 1993, 90’
regia di Sergio Cabrera

con Frank Ramirez, Florina Lemaitre, Fausto Cabrera

Il film narra la beffa giocata ai danni di un ricco speculatore da un condominio di poveracci.
In realtà la pellicola di Cabrera, colombiano del 1950 trasferitosi a 11 anni nella Cina di Mao al seguito del padre teatrante e marxista, prende spunto da uno sfratto per imbastire un piccolo apologo che esalta la fantasia e la solidarietà come strumenti di lotta politica.

4 luglio

La trattativa

Italia, 2014, 108’
Regia di Sabina Guzzanti

Con Sabina Guzzanti, Ninni Bruschetta, Enzo Lombardo

Da uno studio lunghissimo dei documenti (intercettazioni, testimonianze di pentiti, atti processuali) Sabina Guzzanti ha ricavato una piéce brechtiana dove i rapporti tra mafia, politica, Chiesa, forze dell'ordine sono la base dei tanti interrogativi che il film si pone sugli anni in cui, a partire dall’uccisione di Falcone e Borsellino, lo stato entrò in trattativa con la mafia.

Interviene: Sabina Guzzanti

11 luglio

La nostra vita

Italia - Francia, 2010, 95’
Regia di Daniele Luchetti

con Elio Germano, Isabella Ragonese, Raoul Bova, Luca Zingaretti

La tragedia di un operaio edile trentenne che perde la moglie mentre partorisce il terzo figlio. Per rimuovere il dolore inizia così a sfidare il destino prendendo una serie di decisioni sbagliate. Saranno gli affetti più cari a fargli ritrovare il giusto senso della vita.

Interviene: Daniele Luchetti

Rec – Riusare È Creare

La creatività per un futuro eco-sostenibile
Il progetto “REC-Riusare è Creare” tenuto dal 1° febbraio al 31 maggio dall’associazione ZeroOff, ha coinvolto gli studenti delle scuole primarie e secondarie di Primo Grado dell’Istituto comprensivo di Via Cortina.
“REC-Riusare è Creare” affronta il tema dell’educazione ambientale attraverso l’insegnamento dei metodi più semplici di story telling, proponendo una visione creativa delle pratiche di riuso declinate in tutte le loro forme.
La modalità laboratoriale, attraverso una metodologia di learning by doing, permette di sviluppare un approccio non nozionistico, attraverso il quale i ragazzi accrescano le loro capacità di ragionamento diventando parte attiva nel processo cognitivo.
Partendo dalla consapevolezza che gli adolescenti sono uno dei target privilegiati dal sistema consumistico, il corso è stato incentrato sulla tematica del riuso.
Obiettivo del progetto è arrivare a far comprendere ai ragazzi che gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente non esauriscono la loro esistenza una volta che li riteniamo vecchi, rotti o brutti. Riusare di più, per consumare di meno è il primo fondamentale passo per contribuire a migliorare il mondo, è qualcosa che ognuno nel suo piccolo può fare.
Stimolare la conoscenza per creare coscienza civica.

 

Non sarà un’asta a distruggerci

Lettera aperta

Oz Officine Zero nasce nel 2012 da una visione precisa, ovvero trasformare il fallimento dell' ex-RSI, un' impresa attiva per quasi un secolo, in un'opportunità per la città e da subito lancia una sfida alle istituzioni e alle forze economiche presenti a Roma.

Condividendo parte del percorso con i movimenti sociali più attenti ai temi del lavoro, che rivendicano con forza spazi di agibilità e di innovazione, Officine Zero rilancia la posta individuando e costruendo una strada che coinvolga pubblico e privati per portare il progetto da uno stato di occupazione abusiva a quello di legittimazione e formalizzazione.

La costruzione e la sostenibilità di un modello che permette e incentiva lo scambio di competenze in una condivisione di spazi, partendo dalla rigenerazione dal basso di un'area di oltre 20.000mq, riporta il lavoro all'interno del sito che ad oggi ospita circa 50 lavoratori tra autonomi, artigiani, associazioni, giornalisti e artisti.

Siamo in un terreno privato, dal 2012 in mano al tribunale di Lecco, su cui si susseguono aste fallimentari ad oggi andate tutte deserte. Ora ci sarà una nuova asta e l’acquirente più probabile è Bnl/Bnp Paribas, un gigante finanziario già protagonista di varie operazioni immobiliari nel quadrante Tiburtino (a partire dalla sua nuova sede centrale a ridosso della Stazione Tiburtina) e detentore di gran parte del credito del fallimento delle Ex-RSI.

Da subito cerchiamo nelle istituzioni una sponda affermando con forza il valore pubblico del progetto, nel dicembre 2015 partecipiamo ad una Call for Proposal indetta dalla Regione Lazio e il progetto viene indicato ammissibile per partecipare ad un bando di finanziamento sul riposizionamento competitivo nella green economy. Tuttavia, non avendo la titolarità sull'area non ci è stato possibile finora andare avanti.
Tra aprile ed ottobre del 2017 ci confrontiamo con il Comune di Roma ed il Municipio IV, ai quali chiediamo, non solo di tutelare Officine Zero, ma di preservare l’area della ex-RSI dalla speculazione, affermandone la pubblica utilità.

Purtroppo, le amministrazioni cittadine ci dicono in modo chiaro che non hanno intenzione di intervenire sulle aree private, anche quando fino ad oggi impiegate a servizi di interesse pubblico, rifiutando dunque il loro ruolo di decisori e governanti nell'interesse collettivo.

Tale presa di posizione, già grave in termini politici perché implica un atto di delega in bianco del pubblico a favore del privato, lo è ancor più nella misura in cui, Comune e Municipio, pur consapevoli delle intenzioni di BNL/BNP Paribas, hanno lasciato Officine Zero di fronte all'ineludibile necessità di confrontarsi con un tale interlocutore, senza alcuna mediazione istituzionale.

Decisi a non arrenderci, arriviamo a pensare di poter essere noi gli acquirenti che si oppongono all'avanzamento di BNL/BNP Paribas, ma ci rendiamo conto che l'esposizione economica e la complessità dell'operazione avrebbero inevitabilmente impattato in modo negativo sulla natura del progetto, ponendoci di fronte a delle eccessive difficoltà.

Nonostante la complessità del decidere e capire come relazionarsi con un soggetto come BNL/BNP Paribas, siamo intenzionati a non abbandonare l'intera area allo sviluppo di progetti che non avrebbero alcun impatto sociale e di innovazione sulla città.

Per questo abbiamo scelto di non tirarci indietro, ma di portare il confronto lì dove sappiamo di essere più forti: noi abbiamo una visione, vogliamo trasformare parte di quest'area in una multifactory in grado di ospitare più di 100 lavoratori all'interno di un sistema collaborativo, composto da una rete eterogenea di competenze volta anche alla costruzione di progettualità comune, che possa incentivare la diffusione di progetti sociali e culturali.

Al momento l'Assessorato al Territorio della Regione Lazio ha espresso, anche durante una serie di incontri pubblici, un chiaro interesse verso il progetto di Officine Zero, così come numerosi docenti e ricercatori del CNR e dei Dipartimenti di Studi Politici e di Urbanistica della Sapienza.

Non siamo soli in questo difficile percorso e continuiamo a credere nella possibilità che a Roma qualcuno apra gli occhi e voglia investire in un progetto che potrà dare molto a questa città, liberandoci dunque dal fardello di doverci confrontare con una banca, alla quale, comunque, siamo decisi a strappare il più possibile.

La nostra è una visione innovativa per affrontare temi centrali quali lavoro, ecologia e sviluppo di innovazione sociale e culturale, temi questi, ormai all'interno dell'agenda europea.

Ci aspettano settimane, forse mesi, complessi e faticosi, durante i quali, però, faremo tutto quanto ci sarà possibile, perché niente e nessuno possa snaturare il valore sociale del progetto di Officine Zero e questo continui ad essere vivo e attivo esattamente dove è nato, ovvero a Casalbertone nelle ex officine Rsi, e disponibile per tutta la città.

Oz Officine Zero via Umberto Partini 20, Roma

www.ozofficinezero.org

oz.segreteria@gmail.com