Non sarà un’asta a distruggerci

Lettera aperta

Oz Officine Zero nasce nel 2012 da una visione precisa, ovvero trasformare il fallimento dell' ex-RSI, un' impresa attiva per quasi un secolo, in un'opportunità per la città e da subito lancia una sfida alle istituzioni e alle forze economiche presenti a Roma.

Condividendo parte del percorso con i movimenti sociali più attenti ai temi del lavoro, che rivendicano con forza spazi di agibilità e di innovazione, Officine Zero rilancia la posta individuando e costruendo una strada che coinvolga pubblico e privati per portare il progetto da uno stato di occupazione abusiva a quello di legittimazione e formalizzazione.

La costruzione e la sostenibilità di un modello che permette e incentiva lo scambio di competenze in una condivisione di spazi, partendo dalla rigenerazione dal basso di un'area di oltre 20.000mq, riporta il lavoro all'interno del sito che ad oggi ospita circa 50 lavoratori tra autonomi, artigiani, associazioni, giornalisti e artisti.

Siamo in un terreno privato, dal 2012 in mano al tribunale di Lecco, su cui si susseguono aste fallimentari ad oggi andate tutte deserte. Ora ci sarà una nuova asta e l’acquirente più probabile è Bnl/Bnp Paribas, un gigante finanziario già protagonista di varie operazioni immobiliari nel quadrante Tiburtino (a partire dalla sua nuova sede centrale a ridosso della Stazione Tiburtina) e detentore di gran parte del credito del fallimento delle Ex-RSI.

Da subito cerchiamo nelle istituzioni una sponda affermando con forza il valore pubblico del progetto, nel dicembre 2015 partecipiamo ad una Call for Proposal indetta dalla Regione Lazio e il progetto viene indicato ammissibile per partecipare ad un bando di finanziamento sul riposizionamento competitivo nella green economy. Tuttavia, non avendo la titolarità sull'area non ci è stato possibile finora andare avanti.
Tra aprile ed ottobre del 2017 ci confrontiamo con il Comune di Roma ed il Municipio IV, ai quali chiediamo, non solo di tutelare Officine Zero, ma di preservare l’area della ex-RSI dalla speculazione, affermandone la pubblica utilità.

Purtroppo, le amministrazioni cittadine ci dicono in modo chiaro che non hanno intenzione di intervenire sulle aree private, anche quando fino ad oggi impiegate a servizi di interesse pubblico, rifiutando dunque il loro ruolo di decisori e governanti nell'interesse collettivo.

Tale presa di posizione, già grave in termini politici perché implica un atto di delega in bianco del pubblico a favore del privato, lo è ancor più nella misura in cui, Comune e Municipio, pur consapevoli delle intenzioni di BNL/BNP Paribas, hanno lasciato Officine Zero di fronte all'ineludibile necessità di confrontarsi con un tale interlocutore, senza alcuna mediazione istituzionale.

Decisi a non arrenderci, arriviamo a pensare di poter essere noi gli acquirenti che si oppongono all'avanzamento di BNL/BNP Paribas, ma ci rendiamo conto che l'esposizione economica e la complessità dell'operazione avrebbero inevitabilmente impattato in modo negativo sulla natura del progetto, ponendoci di fronte a delle eccessive difficoltà.

Nonostante la complessità del decidere e capire come relazionarsi con un soggetto come BNL/BNP Paribas, siamo intenzionati a non abbandonare l'intera area allo sviluppo di progetti che non avrebbero alcun impatto sociale e di innovazione sulla città.

Per questo abbiamo scelto di non tirarci indietro, ma di portare il confronto lì dove sappiamo di essere più forti: noi abbiamo una visione, vogliamo trasformare parte di quest'area in una multifactory in grado di ospitare più di 100 lavoratori all'interno di un sistema collaborativo, composto da una rete eterogenea di competenze volta anche alla costruzione di progettualità comune, che possa incentivare la diffusione di progetti sociali e culturali.

Al momento l'Assessorato al Territorio della Regione Lazio ha espresso, anche durante una serie di incontri pubblici, un chiaro interesse verso il progetto di Officine Zero, così come numerosi docenti e ricercatori del CNR e dei Dipartimenti di Studi Politici e di Urbanistica della Sapienza.

Non siamo soli in questo difficile percorso e continuiamo a credere nella possibilità che a Roma qualcuno apra gli occhi e voglia investire in un progetto che potrà dare molto a questa città, liberandoci dunque dal fardello di doverci confrontare con una banca, alla quale, comunque, siamo decisi a strappare il più possibile.

La nostra è una visione innovativa per affrontare temi centrali quali lavoro, ecologia e sviluppo di innovazione sociale e culturale, temi questi, ormai all'interno dell'agenda europea.

Ci aspettano settimane, forse mesi, complessi e faticosi, durante i quali, però, faremo tutto quanto ci sarà possibile, perché niente e nessuno possa snaturare il valore sociale del progetto di Officine Zero e questo continui ad essere vivo e attivo esattamente dove è nato, ovvero a Casalbertone nelle ex officine Rsi, e disponibile per tutta la città.

Oz Officine Zero via Umberto Partini 20, Roma

www.ozofficinezero.org

oz.segreteria@gmail.com

Catalogo

Dal momento che un oggetto entra nella sfera del “l’ho buttato”, come per magia scompare, non esiste più ai nostri occhi, ma nella realtà continuerà ad esistere e si sommerà ad altri oggetti, in un moloch di rifiuti al quale stiamo sacrificando le nostre esistenze. L’errore consiste nel non curarsi del passaggio più importante che compie tutto ciò che esiste: la trasformazione. A Oz Officine Zero si interviene su quella trasformazione. Eliminando ogni relazione verticale, ex operai, studenti, artigiani e lavoratori autonomi si sono uniti per costruire lavoro dal basso, mutualistico e collaborativo. Così, mentre un fabbro e uno storico osservano significato e significante di un oggetto, un architetto e una musicologa restauratrice utilizzano mezzi di produzione abbandonati, per trasformare qualcosa da rifiuto a prodotto, inceppando uno dei meccanismi vitali della società dei consumi.

Riuso in Corso

Riuso in corso

Progetto realizzato presso il carcere minorile di Casal del Marmo tra novembre 2015 e dicembre 2016. Scopo del progetto coinvolgere i ragazzi in un percorso articolato in attivitu00e0 di natura laboratoriale che riuscisse a far esprimere la loro creativitu00e0 in modo costruttivo e che fornisse loro dei primi strumenti per apprendere le tecniche base di diverse attivitu00e0 di tipo artigianale. Attraverso un ciclo di incontri strutturati in tre diversi laboratori (upcycling, cartonaggio e serigrafia) si u00e8 cercato di fornire ai ragazzi dei rudimenti spendibili anche in campo lavorativo e contemporaneamente u00e8 stato avviato un percorso di avvicinamento e sensibilizzazione a tematiche quali la tutela dellu2019ambiente e il riuso. Utilizzando materiali di riuso sono stati realizzati dei giochi in scala ridotta come biliardo o hockey da tavolo, grafiche originali poi stampate su magliette attraverso la tecnica serigrafica e cartonaggio di molti dei testi della libreria del carcere. Il progetto u00e8 stato finanziato dai fondi 8 per mille della Chiesa Valdese.

Verde di Oz

Verde di Oz

Officine Zero u00e8 inserito all'interno di ciu00f2 che potrebbe essere considerato un piccolo parco urbano: ben 10.000 mq dell'area infatti sono spazi verdi composti da circa 70 alberi di cui 50 di alto fusto. In seguito allu2019analisi dellu2019area e a interviste sottoposte agli abitanti del quartiere u00e8 emersa in maniera forte la necessitu00e0 di avere una zona verde a disposizione della cittadinanza. La valorizzazione degli spazi verdi non u00e8 finalizzata dunque solo al miglioramento del microclima grazie alla componente vegetale, ma anche e soprattutto a garantire una maggiore interazione sociale allu2019interno di un quartiere fortemente cementificato e privo di punti di aggregazione. Lu2019obiettivo principale di questo processo u00e8 il riconoscimento istituzionale dellu2019Utilitu00e0 per il Territorio del verde situato nel sito delle EX-RSI. Il progetto segue i principi della Permacultura, nello specifico il metodo OBREDIMET e attualmente prevede: Food Forest; area didattica; area relax e pic-nic; area sport; area bosco e generazione compost; orto.

Nati Imparati

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Ciclo di workshop tenuti tra marzo e maggio 2017 e improntati come percorsi di formazione circolare, a partire dalle competenze interne a Officine Zero. Quattro le aree formative: circular learning, falegnameria, tappezzeria e visual art. Ognuna di queste aree ha proposto a sua volta dei workshop tematici. Circular learning: workshop di interior design, realizzazione di un router CNC, basi per l'uso consapevole dei social network, come e perchu00e9 aprire un blog, riparazione/manutenzione bici per ciclisti urbani. Falegnameria: come costruire una cassetta per l'agricoltura domestica, come realizzare una compostiera in legno, come recuperare e trasformare oggetti d'arredo, corso base di falegnameria al femminile. Tappezzeria: tecniche di restyling per sedie antiquate, restyling/creazione di un pouf, come confezionare una tenda. Visual art: realizzare un'animazione in stop-motion/Dragonframe, introduzione alla cianotipia tecnica di stampa fotografica, percorsi di disegno per piccoli artisti.

Fonti in Piazza

Fonti in piazza

In occasione del 25 aprile 2017 presso la piazza principale di Casalbertone u00e8 stata allestita lu2019installazione interattiva dal titolo u201cFonti in piazzau201d. Attraverso immagini e suoni di repertorio lu2019installazione du00e0 lu2019opportunitu00e0 di rivivere visivamente e uditivamente ciu00f2 che accadde in Italia nel periodo storico che va dal 1922 al 1945. Lu2019utilizzo di fonti dirette, molte delle quali presenti allu2019interno dellu2019archivio storico dellu2019Istituto Luce e dellu2019archivio audiovisivo della sezione Provinciale di ANPI Roma, permette al fruitore di confrontarsi con le stesse immagini e suoni che produssero e costituirono lu2019immaginario collettivo degli italiani e delle italiane durante il periodo del fascismo e della II Guerra Mondiale. Le immagini prodotte dallu2019Istituto Nazionale LUCE che durante il fascismo era lu2019organo principale per la propaganda, trovano cosu00ec un loro contraddittorio nella voce dei partigiani e della popolazione civile, costruendo una narrazione composita nei contenuti e nei linguaggi.

Multistrato

Multistrato

Due giorni, 27 e 28 ottobre 2017, interamente dedicati al tema della rigenerazione urbana e del lavoro. Al centro il convegno dal titolo: “Quale città, Quale lavoro” giacchè la dimensione urbana è inscindibile da quella lavorativa. A partire da alcune questioni cruciali quali: “In che modo la rigenerazione di spazi produttivi che hanno perso la loro funzione originaria può avere, attraverso il lavoro, una ricaduta positiva sulle aree popolari della città?” e ancora “ I lavoratori che si vogliono impegnare a recuperare in autonomia la propria funzione sociale, in un quadro di generale precarizzazione, quali strumenti hanno per vedere riconosciuto invece il loro ruolo nella rigenerazione del territorio e a quali potrebbero ambire?” è stato avviato un dibattito avente la finalità di aprire un confronto con esperti, decisori pubblici ed operatori economici e sociali su uno degli assi strategici dello sviluppo contemporaneo.

REC – Riusare È Creare

REC - riusare u00e8 creare

Il progetto u201cREC-Riusare u00e8 creareu201d si svolge allu2019interno della scuola e si rivolge agli studenti delle scuole primarie e secondarie di Primo Grado dellu2019Istituto comprensivo Cortina.

REC affronta il tema dellu2019educazione ambientale e lo fa attraverso lo story telling proponendo una visione creativa delle pratiche di riuso, in sintonia con le linee guida didattiche del MIUR sull'educazione ambientale. Il progetto coinvolge un numero totale di 60 studenti. Alla didattica classica vengono affiancate esperienze laboratoriali che forniscono una visione differente della scuola, come luogo chiave in cui stimolare la socialitu00e0, la creativitu00e0 e il pensiero critico. Obiettivo del progetto u00e8 arrivare a comprendere che gran parte degli oggetti che usiamo quotidianamente non esauriscono la loro esistenza una volta che li riteniamo vecchi, rotti o brutti. Riusare di piu00f9, per consumare di meno u00e8 il primo fondamentale passo per contribuire a migliorare il mondo.

Progetto vincitore del bando Fuoriclasse della regione Lazio.