1. Progetto

cos'è Oz Officine Zero

Oz Officine Zero nasce dalla rigenerazione di un’area industriale di straordinaria bellezza. È uno spazio produttivo a forte dimensione umana capace di innestare un cambiamento attivo, che mira a modificare il volto della città e il modo di agire nell’ambito del lavoro.
All’interno di Oz Officine Zero si seguono i valori della sostenibilità e dell’innovazione, applicando i metodi dell’economia circolare e collaborativa, mettendo a disposizione spazi, strumenti produttivi e servizi adatti a sviluppare le idee e condividere le competenze.
Un luogo aperto ai progetti di artigiani ed eco-designer, ricercatori e studenti, lavoratori autonomi ed aggregazioni sociali, che vivono lo spazio ma attraversano il territorio e volentieri sconfinano.
Il coinvolgimento dei singoli nel progetto comune è la condizione necessaria per il pieno sviluppo delle potenzialità di reddito e di altri benefici connessi al vivere bene delle persone e della comunità stessa: un rapporto reciproco improntato alla disponibilità a cedere una parte non marginale del tempo e dei saperi, in cambio della libera fruizione delle risorse comuni.
Oz-Officine Zero è una multifactory.
Il progetto si sviluppa nell'occupazione di un sito privato, il cui destino è legato ad un'asta fallimentare, che periodicamente viene indetta da un Tribunale.

gli elementi chiave del progetto

Gli elementi chiave sono di quattro ordini:

  • produttivo, con l’aggregazione della filiera artigianale e dell’usato a quelle del design, della comunicazione e del marketing, nonché della formazione professionale;
  • lavorativo, attraverso un sistema integrato di sviluppo dell’occupazione, del reddito e delle tutele per i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi, in un quadro di economia collaborativa;
  • ambientale, sia nell’approvvigionamento di materiali di produzione ad impatto tendenzialmente nullo (scarti industriali o prodotti dismessi da privati), sia nel recupero di uno spazio industriale dismesso, all’interno del quale occupa un ruolo centrale la riprogettazione energetica;
  • territoriale, per il feedback positivo che si instaura tra uno spazio di lavoro ed i quartieri limitrofi quando la comunicazione e la formazione proposti dal primo consentono ad una cittadinanza più sensibile di diventare proattiva, disponibile cioè a porsi oltre lo schema negozio/cliente"

2. La carta dei principi

gli organismi

1. L’assemblea di gestione determina gli indirizzi, la progettualità e gli obiettivi comuni.
Si riunisce di norma una volta al mese. Vi è obbligo di partecipazione per gli aderenti.

2. L’assemblea individua un direttivo che ha il compito di garante dell’effettivo compimento della volontà comune,
monitora le attività, e relaziona all’assemblea sul funzionamento delle stesse,
segnalando eventuali anomalie e procedendo, in caso di estrema necessità,
a prendere decisioni in nome collettivo per la salvaguardia dei principi e degli obiettivi comuni.
Si riunisce una volta a settimana.
In caso di reiterata assenza nell'assemblea di gestione da parte di singoli lavoratori,
il direttivo è incaricato di comprenderne la motivazione ed eventualmente di segnalare il caso all’assemblea,
che prenderà le necessarie misure.

3. L'assemblea sceglie delle persone che, al suo interno, svolgono delle
funzioni utili e basilari: amministrazione, gestione forniture, comunicazione, gestione delle relazioni.
Per tali funzioni si provvede a corrispondere adeguata retribuzione.
Per ogni funzione che non possa essere svolta internamente, l’assemblea,
su segnalazione del direttivo, individua figure esterne atte allo specifico espletamento.

4. Per la realizzazione di obiettivi comuni, l'assemblea può dare vita a persone giuridiche funzionali
che in nessun caso possono ledere i principi ispiratori della presente carta.

le funzioni

1. La comunità è costituita da reparti ed agisce su aree di progettazione specifiche.

2. I reparti che costituiscono la comunità di lavoro sono:
• Le officine;
• Il Coworking;
• La mensa;
• Gli spazi comuni.
Ogni reparto è dotato di una propria assemblea, che si interfaccia con
l’assemblea della comunità, e di un proprio regolamento che non può
contravvenire ai principi di questa carta.

3. Le aree di progettazione della comunità sono:
• autovalorizzazione: branding di oz; comunicazione di oz;
• ricerca: lancio di progetti di ricerca; ricerca linee di finanziamento;
collettore di progetti di ricerca;
• produzione e design di beni e servizi: progettazione; produzione
vendita;
• formazione: bandi e scuole; workshop; corsi (implementazioni di
competenze utili al lavoro); terzi che facciano formazione qui.

4. I singoli lavoratori, gruppi di lavoratori, la stessa assemblea e lavoratori
esterni possono presentare alla comunità dei progetti.
Il progetto va presentato in forma scritta e deve contenere una prospettiva
coerente con i principi e gli obiettivi della comunità.
L’assemblea, attraverso il direttivo, deve esprimere un parere di
accettazione o diniego. Accettato il progetto, l’assemblea si dota e mette a
disposizione gli strumenti necessari per l’effettiva realizzazione dello
stesso.
Il singolo progetto è portato avanti da una specifica riunione progettuale,
che si deve relazionare col direttivo e con l’assemblea.

5. Per progetti della comunità per i quali sia necessaria la collaborazione
con soggetti esterni, l’assemblea redige delle call.

6. I livelli di interazione con La Comunità sono la partecipazione e
l’adesione.
La partecipazione di un soggetto esterno ai lavori della comunità può
avvenire tramite progetti, sia proposti dal soggetto stesso che da gruppi
progettuali interni.
L’adesione di un soggetto alla comunità avviene attraverso una richiesta
all’assemblea.
L’adesione deve essere collegata ai reparti.
Chi aderisce segnala alla comunità le proprie competenze e corrisponde ad
essa, in maniera determinata dall’assemblea:
• una quota associativa;
• un tempo minimo di lavoro che deve mettere a disposizione della
comunità per progetti comuni (che viene retribuito);
• un tempo minimo di attività a favore della comunità.
Chi utilizza degli spazi per un’attività che non ha relazione con la
progettualità corrisponde alla comunità un contributo economico,
determinato di volta in volta dall’assemblea.

gli strumenti

1. Oltre a strumenti propri, i lavoratori possono usufruire di attrezzature
comuni, o nel quadro di progetti condivisi oppure, con appositi accordi,
di progetti autonomi.

2. La comunità investe per la progettualità comune sia sullo spazio,
sia sul lavoro e la formazione, sia sugli strumenti.

i regolamenti

1. I regolamenti verranno elaborati dai singoli comparti:
• regolamento degli spazi comuni;
• regolamento del coworking;
• regolamento delle officine;
• regolamento della mensa.

3. Il dossier

uno strumento a disposizione di tutti

Il dossier 2017 di Oz Officine Zero, in cui si descrivono

  • il progetto
  • gli spazi
  • il funzionamento interno
  • le attività
  • i pilastri
  • il contesto sociale
  • l'ambito europeo
  • le collaborazioni

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